
Frittelle al Tartufo
Frittelle umbre dorate e morbide, arricchite con scamorza e tartufo nero, da servire ben calde.
Le Frittelle al Tartufo sono uno sfizio salato da servire caldo, adatto a un aperitivo o a un buffet in cui la frittura esalta il profumo del tartufo. L’impasto, reso morbido dalla lievitazione, accoglie la consistenza filante della scamorza e il carattere intenso del tartufo nero, creando un contrasto piacevole tra crosta dorata e cuore soffice. La ricetta appartiene alla cucina umbra. La preparazione richiede attenzione soprattutto nella gestione dell’olio: deve essere ben caldo per consentire alle frittelline di gonfiarsi e colorire rapidamente, senza impregnarsi. Il tartufo viene utilizzato sia nell’impasto, dove distribuisce il suo aroma, sia come guarnizione finale, con lamelle che ne rendono più evidente il profumo. Servite appena pronte, queste frittelle esprimono al meglio la loro fragranza e la morbidezza del ripieno di scamorza.
Preparazione
CondividiSciogliere il lievito
Sciogli il lievito di birra in acqua tiepida, mescolando fino a ottenere un liquido uniforme. L’acqua non deve essere bollente: una temperatura moderata consente al lievito di distribuirsi nell’impasto senza comprometterne l’attività . Procedi subito con la preparazione della farina, evitando di lasciare il lievito fermo troppo a lungo.
Impastare la farina
Versa la farina in una ciotola e aggiungi gradualmente l’acqua con il lievito, mescolando con regolarità . Unisci poca acqua tiepida alla volta fino a ottenere un composto omogeneo e morbido, privo di parti asciutte. Aggiungi una prima parte di sale durante l’impasto, distribuendolo senza concentrarlo in un solo punto.
Aggiungere la scamorza
Trita finemente la scamorza e incorporala lentamente all’impasto, continuando a mescolare. Lavora il composto finché il formaggio risulta ben distribuito e la massa appare uniforme, senza grossi accumuli. L’impasto deve mantenere una consistenza morbida e sufficientemente compatta da poter essere raccolta con un cucchiaino.
Unire il tartufo
Grattugia il tartufo nero e aggiungilo al composto, amalgamandolo con movimenti regolari. Assaggia e aggiusta di sale, considerando la sapidità già presente nella scamorza. Completa la lavorazione quando il tartufo è distribuito in modo omogeneo e il suo profumo risulta evidente nell’impasto.
Far lievitare l’impasto
60 minCopri l’impasto con un telo e lascialo lievitare per circa un’ora. Attendi che il composto aumenti di volume e diventi più soffice, mantenendo una consistenza morbida e uniforme. Proteggilo durante il riposo per evitare che la superficie si asciughi e comprometta la formazione delle frittelle.
Scaldare l’olio
Versa l’olio d’oliva in una padella adatta alla frittura e portalo a temperatura elevata. L’olio deve essere ben caldo prima di accogliere l’impasto: una piccola quantità deve iniziare a sfrigolare immediatamente a contatto. Evita di procedere quando l’olio è ancora tiepido, perché le frittelle assorbirebbero più condimento.
Friggere le frittelle
Preleva l’impasto con un cucchiaino e lascialo cadere nell’olio bollente, formando frittelline di dimensioni regolari. Friggile senza sovraccaricare la padella, lasciando spazio perché cuociano in modo uniforme. Girale se necessario e attendi che la superficie diventi dorata e il composto risulti ben rassodato.
Guarnire e servire
Scola le frittelle quando sono dorate e sistemale brevemente in modo da eliminare l’olio in eccesso. Guarnisci ciascuna con una lamella di tartufo nero e servile ben calde. Il risultato deve unire una superficie croccante, un interno morbido con scamorza e tartufo e un profumo intenso appena fritto.
Consigli dello Chef
La redazione raccomanda di friggere le frittelle in olio ben caldo, così l’impasto si gonfia e forma una superficie dorata senza assorbire eccessivo condimento.
Ingredienti
- Ingredienti per 4 persone
- 300 g di farina
- ½ panetto di lievito di birra
- 40 g di tartufo nero (dell’Aquila)
- 200 g di scamorza
- sale, olio d’oliva per friggere
⚠️ Rilevamento automatico basato sugli ingredienti. Verifica sempre l'etichetta dei prodotti.








